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L'importanza di allenare le catene muscolari nel golf

August 1, 2018

 

 

 

Nel gesto tecnico fondamentale chiamato “swing”, l’azione sinergica di un elevato numero di muscoli, consente l’accelerazione del bastone di oltre 160 km/h in un lasso di tempo molto breve. Lo swing moderno sfrutta il maggior  “avvitamento” del corpo ottenuto dall’ampia torsione delle spalle rispetto al bacino (backswing) in modo da immagazzinare energia elastica da restituire durante la discesa del bastone.  Il follow throught è inoltre caratterizzato dall’ipertensione della schiena, che porta a terminare il movimento con il corpo in una posizione a C rovesciata.   

 

Rispetto alla tecnica classica, più armonica e fluente, quella moderna consente di generare più potenza, esponendo però chi la esegue ad un maggior rischio di infortunio a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.  Sembrano gesti semplici e banali, ma senza una buona struttura di sostegno, l’imprevisto è inevitabile. Cosa sono quindi e perché sono importanti le CATENE CINETICHE ed il CORE ?

    

 

I muscoli non si contraggono a compartimenti stagni, ma sono collegati tra loro come se fossero tanti anelli di un’unica catena. Queste catene , sono più di una e le principali s’intrecciano secondo un andamento spiraliforme dai piedi alle mani , da avanti a dietro e sono anche dette catene cinetiche perché mediante la loro attivazione, l’energia prodotta dalla contrazione dei muscoli , viene trasferita lungo gli anelli delle catene aumentando sempre più di intensità fino al compimento finale del gesto. Nel golf , questo processo si concretizza con il trasferimento completo dell’energia muscolare al bastone, il quale incrementerà la sua velocità e durante l’impatto , cederà tutta l’energia alla pallina.     Le catene crociate del tronco anteriori e posteriori, sono fondamentali per i gesti di lancio come lo swing e sono situTe al centro del sistema spiraliforme proprio tra gli arti inferiori e superiori.  Esse sono condizionate in particolare tra due fattori: stabilità della cintura pelvica addominale e dalla fascia Toraco-lombare ( mobilità su tutti i piani sia del bacino che delle spalle). Senza il supporto di queste condizioni , il sistema muscolare crociato del tronco, lavorerà in modo poco efficace, secondo schemi motori compensatori di adattamento che il nostro corpo assumerà immediatamente nel momento in cui l’equilibrio funzionale viene a mancare. Ciò avviene per ristabilire una condizione di omeostasi , ovvero una sorte di equilibrio di convenienza immediato, che ricerchiamo inconsciamente per raggiungere un determinato obiettivo con le risorse a disposizione nel modo meno dispendioso, anche se non ottimale dal punto di vista del risultato.

 

 

Esempio: quando si carica un backswing, dovrebbero attivarsi contemporaneamente la catena crociata anteriore di destra ( che parte dell’anca destra e arriva alla spalla sinistra) e la catena crociata posteriore di sinistra ( che parte dal gluteo sinistro e arriva alla spalla destra ) invece , nella fase di accelerazione verso l’impatto, avviene l’azione opposta.     Se questi schemi motori si attivano in maniera corretta, si riesce a stabilizzare l’asse di rotazione percependo così un movimento che vede protagonisti i grandi muscoli del tronco. Alla base di un gesto così corretto, è necessario però ricercare stabilità e mobilità ed eseguire delle esercitazioni che facilitino la percezione interna senso-motoria del movimento attraverso l’attivazione delle catene crociate. Risulta quindi fondamentale un lavoro di potenziamento, intendendo l’incremento della capacità di reclutamento delle catene e la loro corretta sincronizzazione e non la ricerca della dello sviluppo della forza massima , ne’ tanto meno dell’ipertrofia, in modo da acquisire una naturale azione di rotazione del tronco senza spostamenti laterali.   Ma come si fa ad ottimizzare questi aspetti ? Per ricercare la migliore stabilità della cintura pelvica addominale e della fascia lombare, è fondamentale programmare un percorso che abbia come fine il potenziamento del CORE . Ma cos’è il core?

 

 

Qualche decennio fa era conosciuto come “Power House” ovvero  la casa della forza, il centro o la base della forza del corpo.  Infatti è costituito anteriormente dai muscoli della cintura addominale ( trasverso, retto e obliqui), posteriormente dai muscoli paraspinali e dai glutei, superiormente dal diaframma ed infine inferiormente dai muscoli del pavimento pelvico e dai muscoli dell’anca. Questa zona è considerata come un corsetto muscolare che lavora come un’unità per stabilizzare tutto il corpo ed in particolare la colonna vertebrale, sia in presenza che in assenza di movimenti degli arti. È una specie di ponte che unisce le estremità superiori ed inferiori del corpo, il punto dove passano e vengono generate tutte le forze. Il principio base del l’allenamento del core consiste nell’imparare a contrarre volontariamente il muscolo traverso dell’addome, l’obliquo interno ed i componenti muscolari della fascia torace-lombare, con lo scopo di riprodurre tale manovra durante il gesto specifico, così da generare stabilità nelle aree prossimali che assicurano la base della produzione di forza utilizzata poi nelle zone più distali.

 

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